

La chiesa di S. Tolomeo fin dalla sua costruzione fu affidata alle cure dei Padri Domenicani, presenti a Nepi dal 1533. Ebbero un convento annesso alla parrocchia e, dal 1842, un Seminario con le cattedre di Teologia Dogmatica, Morale e di Filosofia. Qui erano ospitate anche le Scuole Pubbliche. Sul finire del XIX secolo la presenza domenicana è ridimensionata, essendo presenti soltanto il Priore Padre Pistelli ed un laico. Eppure proprio Padre Vincenzo Pistelli, autorevole e carismatico personaggio, ormai quasi ottantenne, alto di statura, dotto insegnante nel seminario vescovile e nello stesso tempo umile e accogliente, nel 1892-93 programma quei lavori che renderanno la chiesa come la vediamo ora. Intraprende lavori di costruzione della cupola, della copertura a volta della navata e della trasformazione dell’abside da rettangolare a emiciclo.

Successivamente, per designazione del Vescovo diocesano Doebbing, dal 1911 nella custodia dei luoghi subentrarono i Padri Serviti, i quali dall’anno seguente provvidero al completamento dei lavori. Costoro, nel 1921 avviano il Collegio per aspiranti all’Ordine dei Servi di Maria (chiamato Alunnato). Nel 1927, dopo avere acquistato dal Comune il settore del convento adibito a scuole elementari, inaugurano il noviziato (che ospiterà fino a 140 alunni) e nel 1927-28 il professato. L’artefice principale dell’espansione è stato Padre Angelo Maria Flamini, già primo parroco dei Servi di Maria a Nepi e, successivamente, Priore e Provinciale della Provincia Romana. Il complesso di S. Tolomeo, con il nuovo Collegio intitolato a S. Alessio Falconieri divenne un noto centro di formazione per tutta l’Italia centrale. Egli provvede a costruire e sopraelevare gli ambienti nei lati destro e sinistro della chiesa. “Aveva già ricomprato da Cesare Sili, Deputato del Regno già noto ai Servi di Maria di Roma” racconta lo storico padre Roberto Fagioli “l’orto già appartenuto al convento ed alienato dopo le soppressioni delle congregazioni religiose post unitarie del 1873“.Negli anni ’50 del novecento si eseguono importanti lavori di mantenimento al fabbricato riservato al Seminario. Verso la fine degli anni 60 del novecento, l’attività del Seminario di Nepi cessa, e le presenze conventuali si riducono progressivamente. Le maestose strutture presenti ancora oggi, restano silenziose testimoni.
(Estratto dal libro: “La Chiesa di S. Tolomeo e la Madonna della Vittoria” di Costantino Gregori; per gentile concessione dell’autore)