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La Madonna della Vittoria

LA STATUA DELLA MADONNA
Nel 1693 nuovo superiore del convento è il padre domenicano Romano Felice Pernieri, con sé reca la statua della Madonna che ammiriamo ancora oggi. Il domenicano Padre Raimondo Cenci nel 1699 individua nella suora Maddalena Eletta Borromei, monaca nel monastero di S. Caterina a Firenze, l’esecutrice della statua, in un’epoca che si può collocare a metà del 1600.
È un rilevante esempio di Statua Vestita e rappresenta la Madonna assisa in trono, con il bambino Gesù posto nel braccio sinistro. I sontuosi abiti che indossa sono tre, due preziosi con ricami in oro zecchino e uno più degradato. L’abito che attualmente veste è il più pregiato, in broccato verde chiaro e ricami floreali a colori, coordinato con la lunga veste del bambino Gesù.
È conservata stabilmente nel magnifico altare. Soltanto ogni 25 anni, in coincidenza con gli Anni Santi, e in qualche altra rara occasione, è estratta con cura è trasportata in processione nelle vie del paese storico.
(Estratto dal libro: “La Chiesa di S. Tolomeo e la Madonna della Vittoria” di Costantino Gregori; per gentile concessione dell’autore)

L’ALTARE DELLA MADONNA DELLA VITTORIA

Il benefattore Domenico Galeotti, nel 1950 per grazia ricevuta, dà inizio alla costruzione del maestoso altare ligneo, probabilmente acero, dedicata al Santo Rosario secondo la tradizione dei padri domenicani custodi della chiesa.
L’altare, di circa dieci metri in altezza e cinque in larghezza, presenta quattro colonne tortili, con decorazione a fogliame, che sostengono il frontone ed il timpano arcuato spezzato, con al centro una croce e, nei lati, due angeli. Nel 1664 lo stesso Domenico Galeotti commissiona la doratura con lamina d’oro di tutti gli elementi in rilievo,
Nel 1666 i frati domenicani traslano in questo altare, in un vuoto centrale appositamente predisposto di forma ovale, la tela con l’immagine della B.M. Vergine e i 15 tondi con i misteri del Santo Rosario, all’esterno dell’ovale, sostenuti da putti scolpiti e dorati.
All’arrivo di padre Pernieri la statua della Madonna è posta modificando il vano riservato alla tela dedicata al Rosario, in profondità, in altezza e larghezza, così da ricavare una nicchia, abbastanza grande per ospitare la statua della Madonna. Il trono ligneo dove poggia la statua è stato lavorato da Domenico Scala intagliatore a Roma, con il costo di 30 scudi.
Nel 1993 si intraprendono lavori di restauro dell’altare monumentale.

(Estratto dal libro: “La Chiesa di S. Tolomeo e la Madonna della Vittoria” di Costantino Gregori; per gentile concessione dell’autore)

lA MADONNA DELLA VITTORIA
L’origine dell’appellativo “della Vittoria” avviene a seguito dei fatti accaduti nella domenica 7 ottobre 1571, quando si svolse la battaglia di Lepanto, tra la Lega Santa e gli invasori dell’impero Ottomano. Papa Pio V, dopo avere favorito la l’alleanza tra ducati e repubbliche italiane ed europee, quella domenica attendeva a Roma lo svolgersi degli eventi, secondo una ricostruzione, disse ai presenti parole premonitrici: “Sono le dodici, suonate le campane, abbiamo vinto a Lepanto”.
Pio V istituisce la festa di S. Maria della Vittoria al 7 ottobre di ogni anno, ad iniziare dal 1572. Per lui, purtroppo, non sarà possibile celebrarla, in quanto muore pochi mesi prima, il 1° maggio 1571. Il successore, Gregorio XIII, con un provvedimento del 1° Aprile 1573 modifica il nome della festa in Beata Vergine del Rosario, a significare che la vittoria avvenne per le innumerevoli preghiere dei fedeli, armati solo del rosario, in calendario alla prima domenica di ottobre.
Nel 1716 papa Clemente XI estende la festa alla chiesa universale e Pio X nel 1913 fissa definitivamente il giorno della ricorrenza al 7 ottobre.

(Estratto dal libro: “La Chiesa di S. Tolomeo e la Madonna della Vittoria” di Costantino Gregori; per gentile concessione dell’autore).